LA DIFFAMAZIONE SU SOCIAL NETWORK È AGGRAVATA, SEMPRE

12 marzo 2016

Comm. a Cass. Pen., Sez. V, 1 marzo 2016, n. 8328

La Corte di Cassazione si è pronunciata su ricorso di un soggetto che era stato condannato dal Tribunale competente, per la violazione dell'art. 595 c.p., per aver offeso un altro soggetto pubblicando sul suo profilo Facebook alcune frasi senz’altro diffamatorie, in alcuni casi associandole anche alle foto della persona offesa.

L’imputato così condannato aveva proposto ricorso per Cassazione contro la decisione, lamentando che il giudice di prime cure si sarebbe limitato ad esporre sinteticamente i motivi della decisione sulla sussistenza del reato e la riferibilità del fatto all'imputato, senza adeguati approfondimenti.

La Cassazione ha rigettato il ricorso ritenendolo infondato.

Ricostruendo l'accaduto nel caso specifico la Corte ha ritenuto che le espressioni utilizzate erano inequivocabilmente diffamatorie. Ribadendo ciò che ha già avuto modo di chiarire  in diverse occasioni, la Cassazione ha affermato che il reato di diffamazione previsto dall’art. 595 c.p. può pacificamente  essere  commesso anche a mezzo Internet (Sez. 5, 17 novembre 2000, n. 4741; 4 aprile 2008 n. 16262; 16 luglio 2010 n. 35511 e, da ultimo, 28 ottobre 2011 n. 44126), ed, anzi, in questo caso si configura l'ipotesi aggravata di cui al terzo comma, dovendosi presumere la ricorrenza del requisito della comunicazione con più persone (Cass., Sez. V, 16 ottobre 2012, n. 48980; Cass., Sez. V, 4 aprile 2008, n. 16262) ed essendo per sua natura destinato ad essere normalmente visitato in tempi assai ravvicinati da un numero indeterminato di soggetti (Sez. 5, n. 16262 del 04/04/2008).

In particolare, anche la diffusione di un messaggio diffamatorio attraverso l'uso di una bacheca "facebook" integra un'ipotesi di diffamazione aggravata ai sensi dell'art. 595 c.p., comma 3, poichè la diffusione di un messaggio con le modalità consentite dall'utilizzo per questo di una bacheca facebook, ha potenzialmente la capacità di raggiungere un numero indeterminato di persone, sia perchè, per comune esperienza, bacheche di tal natura racchiudono un numero apprezzabile di persone (senza le quali la bacheca facebook non avrebbe senso), sia perchè l'utilizzo di facebook integra una delle modalità attraverso le quali gruppi di soggetti socializzano le rispettive esperienze di vita, valorizzando in primo luogo il rapporto interpersonale, che, proprio per il mezzo utilizzato, assume il profilo del rapporto interpersonale allargato ad un gruppo indeterminato di aderenti al fine di una costante socializzazione (Sez. 1, n. 24431 del 28/04/2015). Pertanto, la condotta di postare un commento sulla bacheca facebook realizza la pubblicizzazione e la diffusione di esso, per la idoneità del mezzo utilizzato a determinare la circolazione del commento tra un gruppo di persone, comunque, apprezzabile per composizione numerica, di guisa che, se offensivo tale commento, la relativa condotta rientra nella tipizzazione codicistica descritta dall'art. 595 c.p.p., comma (Sez. 1, n. 24431 del 28/04/2015).

Avv. Erika Bincoletto

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